
Pelle morbida: che cosa la rende tale
La morbidezza della pelle dipende da una cosa: la libertà con cui i fasci di fibre al suo interno scorrono gli uni sugli altri. Una pelle in cui le fibre scorrono è morbida. Una pelle in cui sono bloccate tra loro è soda.
Tutto ciò che fa una conceria favorisce o ostacola quel movimento, e la scelta è deliberata. La morbidezza non è una categoria, un segno di qualità o il contrario della durata.
Che cos’è una pelle morbida?
Una pelle morbida cade e si piega facilmente. È una descrizione della mano, il termine del settore per il modo in cui un materiale si percepisce e si comporta tra le mani, ed è una caratteristica del tutto indipendente.
Una pelle morbida può essere pieno fiore o crosta, all’anilina o pigmentata, conciata al vegetale o al cromo. Nessuna di queste caratteristiche dice come sarà al tatto.
Che cosa rende davvero morbida la pelle
La pelle e la zona da cui proviene. La struttura fibrosa varia secondo l’animale e la zona. Vitello e agnello hanno fibre più fini e meno densamente intrecciate rispetto a un toro adulto e sono più morbidi prima di qualsiasi lavorazione. Nella stessa pelle, la pancia è più lassa e aperta del groppone lungo la spina dorsale e quindi risulta più morbida. Questa morbidezza è assenza di struttura, non un pregio: per questo la pancia non va usata dove l’oggetto deve mantenere la forma.
Quanto è stata aperta la struttura fibrosa. Prima della concia, la pelle viene trattata con calce e poi con enzimi che degradano il materiale che lega i fasci di fibre. L’intensità di questo trattamento è una delle scelte più importanti dell’intero processo. Una pelle ben aperta sarà cedevole. Una aperta insufficientemente resterà soda, qualunque cosa segua.
La riconcia. Dopo la concia principale, altri agenti regolano le caratteristiche; esistono prodotti di riconcia il cui unico scopo è conferire pienezza e morbidezza.
L’ingrasso. Gli oli vengono introdotti nelle fibre affinché restino lubrificate invece di legarsi tra loro durante l’asciugatura. Questo conta, ma è un contributo, non la risposta completa; una pelle morbida non è necessariamente oleosa.
La lavorazione meccanica, di cui quasi nessuno parla. Dopo l’asciugatura, la pelle viene ammorbidita fisicamente. La palissonatura la flette per rompere i legami formati durante l’asciugatura. La bottalatura, facendo ruotare la pelle in un bottale per ore, la ammorbidisce ulteriormente e produce la grana arrotondata presente su molte pelli morbide. Conta anche il metodo di asciugatura: la pelle asciugata sotto tensione risulta più soda di quella asciugata libera.
Due pelli identiche fino a quel punto possono uscire dalla conceria con mani completamente diverse secondo l’intensità dell’ammorbidimento meccanico.
La pelle conciata al vegetale è sempre soda?
No: è qui che gran parte di ciò che si scrive sull’argomento sbaglia, comprese molte spiegazioni dall’apparenza autorevole.
La pelle conciata al vegetale è considerata soda perché quelle più comuni, destinate a selleria, cinture, decorazione a impressione e pannelli strutturali, vengono realizzate appositamente così. Sono quegli impieghi a richiedere sodezza.
Ma la nappa conciata al vegetale esiste ed è estremamente morbida. Lo diventa grazie alla selezione della pelle, all’apertura accurata delle fibre, a una riconcia appropriata e all’ammorbidimento meccanico, non saturandola d’olio. È interamente conciata al vegetale e cade come una pelle da guanteria.
La semplificazione abituale, secondo cui il cromo è morbido e il vegetale sodo, descrive quindi una tendenza del mercato, non una proprietà della concia. Il cromo consente di ottenere morbidezza più facilmente e a minor costo: per questo la maggior parte delle pelli morbide è conciata al cromo. Non è questo a renderle morbide.
La concia determina davvero la patina. La pelle conciata al vegetale può svilupparla, quella al cromo no, perché non contiene i tannini vegetali che reagiscono alla luce. È questa la vera differenza, e non ha nulla a che fare con la mano.
Il vero compromesso
La morbidezza non si ottiene necessariamente a scapito della durata. Un vitello morbido può durare più di una pelle soda.
La morbidezza comporta invece un compromesso con la memoria strutturale: la capacità di un pannello di mantenere una forma sotto carico e ritornarvi. È una proprietà diversa dalla resistenza ed è quella che determina se una borsa mantiene la forma.
| Pelle morbida | Pelle soda | |
|---|---|---|
| Cade e si piega | Facilmente | Con difficoltà |
| Mantiene la forma sotto carico | No | Sì |
| Adatta a | Guanti, abbigliamento, borse destrutturate, fodere | Pannelli di cartelle, cinture, ogni costruzione architettonica |
| Cambiamenti con l’uso | Si ammorbidisce ulteriormente | Si ammorbidisce mantenendo la forma |
Il pannello di una cartella in pelle molto morbida cederà, non perché la pelle sia debole, ma perché non è stata concepita per ricordare una forma. Un pannello sodo parte rigido e si ammorbidisce con l’uso mantenendo la forma: è il comportamento necessario a un oggetto strutturato.
Per questo si seleziona pelle soda per i pannelli. Non perché la concia al vegetale debba esserlo, ma perché una cartella richiede memoria strutturale e la sodezza permette di ottenerla.
Le pelli più morbide
| Pelle | Mano | Da sapere |
|---|---|---|
| Agnello | La più morbida disponibile | Sottile e facilmente danneggiabile. Pelle da abbigliamento |
| Capretto | Molto morbida, grana fine | Delicata, inadatta alla struttura |
| Cervo | Morbida ed elastica | Si allunga e non recupera completamente |
| Nappa di vitello o agnello | Morbida, fine, grana compatta | Descrive soltanto la mano. Conciata al cromo o al vegetale |
| Nappa conciata al vegetale | Morbida e capace comunque di sviluppare una patina | L’eccezione a ogni regola approssimativa sulla concia al vegetale |
| Pelle bovina soda conciata al vegetale | Soda all’inizio | Si ammorbidisce con l’uso mantenendo la forma |
Morbidezza significa alta qualità?
No, e supporlo costa denaro agli acquirenti.
La morbidezza si ottiene facilmente e diversi metodi indeboliscono la pelle: ricavarla dalle zone più lasse, spaccarla più sottile, aprire eccessivamente le fibre o sottoporla a una palissonatura intensa. Una pelle può risultare meravigliosa al tatto in negozio grazie a metodi che ne accorciano la vita.
Il segnale affidabile non è come si sente un oggetto il primo giorno. È se mantiene ancora la forma dopo due anni di utilizzo.
«LeatherSoft» e altri nomi composti
I nomi che affiancano un qualificativo alla parola leather vanno letti attentamente, perché quel qualificativo svolge più lavoro di quanto sembri. Un nome composto è un nome commerciale e può indicare pelle trattata in un certo modo oppure un materiale composto in parte da pelle e in parte da altro.
Le quattro domande chiariscono la questione: quale strato, quale zona dell’animale, quale concia e quanto tempo ha richiesto, quale finitura. Un materiale che non sa rispondere non ti viene davvero descritto.
Approfondimenti
Tipi di pelle · Nappa · Come si produce la pelle · Vacchetta · Patina della pelle









