Vai al contenuto

Carrello

Il tuo carrello è vuoto

Articolo: Categorie della pelle: come riconoscerle

Un artigiano cerchia piccoli difetti superficiali sulla pelle color cognac con una penna argentata da marcatura, al banco dell’atelier.

Categorie della pelle: come riconoscerle

Esistono due sistemi di classificazione della pelle completamente diversi e quasi tutte le guide ne trattano uno ignorando l’altro. Ecco perché l’argomento crea tanta confusione.

Il primo è la selezione della pelle grezza, assegnata in conceria: prima, seconda, terza e quarta scelta, in base a quanto la pelle grezza è priva di difetti. È una valutazione dell’animale.

Il secondo è la categoria del fiore, la consueta scala di pieno fiore, fiore corretto, vera pelle, crosta e cuoio rigenerato. È una valutazione dello strato utilizzato e del trattamento applicato alla superficie.

Sono collegati, e il loro rapporto è l’informazione più utile di questa pagina: la selezione della pelle grezza determina in larga misura la categoria di fiore con cui potrà essere venduta.


Selezione delle pelli in conceria: prima, seconda, terza, quarta

Prima che si applichino i termini abituali, una pelle grezza viene classificata secondo le sue condizioni. Concerie e commercianti selezionano le pelli in arrivo in base ai danni presenti; la selezione determina sia il prezzo sia ciò che la pelle potrà diventare.

La nomenclatura varia. Alcune aziende usano prima, seconda, terza e quarta scelta. Altre usano lettere, dalla A alla D, oppure un proprio sistema interno. Non esiste una scala universale, e due concerie che descrivono una pelle come seconda scelta potrebbero non intendere esattamente la stessa cosa. Restano coerenti il principio e, in linea di massima, l’ordine.

Selezione della pelle Significato Come può essere venduta
Prima scelta Pochissimi difetti. Priva di segni nelle zone importanti Pieno fiore, senza rifinizione o all’anilina. La destinazione più pregiata
Seconda scelta Un numero limitato di piccoli difetti, soprattutto fuori dalle zone migliori Pieno fiore se si possono evitare i difetti nel taglio, altrimenti leggermente corretta
Terza scelta Cicatrici evidenti, marchi a fuoco, danni da insetti Fiore corretto. Levigato e rifinito nuovamente
Quarta scelta e inferiori Danni rilevanti, fori, cicatrici estese Fortemente corretta, stampata o spaccata

Si considera difetto tutto ciò che interrompe il fiore: cicatrici rimarginate da filo spinato o combattimenti, marchi a fuoco, danni da ipodermi e zecche, rughe del collo e tagli prodotti durante la scuoiatura.

La posizione dei difetti conta quanto il loro numero. Un segno nella pancia incide poco, perché questa zona è comunque destinata a fodere e piccoli componenti. Lo stesso segno nel groppone, la fascia lungo la spina dorsale da cui si ricavano i pannelli strutturali, declassa l’intera pelle. La classificazione riguarda la superficie utile, non quella totale.

Perché determina tutto ciò che segue

Ecco il collegamento che le guide alle categorie del fiore non fanno mai.

Una pelle di prima scelta può essere venduta pieno fiore e all’anilina, senza interventi sulla superficie, perché non ha nulla da nascondere. È la destinazione di maggior valore che una conceria possa darle, e soltanto le pelli più pulite lo consentono.

Una pelle di terza o quarta scelta non può. I difetti devono essere levigati via e una nuova superficie stampata e pigmentata deve ricoprirli: è esattamente ciò che definisce il fiore corretto, o top grain.

I due sistemi, quindi, non sono paralleli. La selezione della pelle viene prima e limita la categoria di fiore ottenibile. Quando acquisti pelle pieno fiore all’anilina, acquisti il risultato di una pelle di prima scelta: è soprattutto questo che paghi, più di qualsiasi fase di lavorazione.


Classificazione del fiore: la scala consueta

La pelle è più densa sulla faccia esterna e meno compatta scendendo in profondità. Ogni categoria sotto riportata indica da quale parte dello spessore proviene e come è stata trattata la superficie.

Categoria Posizione nella pelle Superficie Resistenza Patina
Pieno fiore Lo strato esterno, integro Quella naturale dell’animale Elevata Sì, se conciata al vegetale e tinta all’anilina
Fiore corretto Lo strato esterno, levigato Rifinita nuovamente, spesso stampata Paragonabile al pieno fiore No
Vera pelle Qualsiasi strato, di solito inferiore Fortemente rifinita Variabile No
Crosta Sotto il fiore Scamosciata, oppure rivestita e stampata Inferiore No
Rigenerato Fibre legate a un supporto Stampata o rivestita Minima No

Pieno fiore è la superficie esterna completa, senza asportazioni. Conserva i segni dell’animale ed è il materiale più denso e resistente ricavabile dalla pelle. È anche l’unica categoria capace di sviluppare una patina, e soltanto se conciata al vegetale e tinta all’anilina.

Fiore corretto è lo stesso strato con la faccia superficiale abrasa e rifinita nuovamente. È più uniforme e facile da lavorare e viene impiegato in moltissimi articoli eccellenti. È stato rimosso il fiore naturale della pelle e, con esso, ogni capacità di sviluppare una patina. Non comporta una perdita significativa di resistenza, qualunque cosa tu abbia letto: la resistenza risiede nel corion sotto il fiore, che la correzione superficiale non tocca.

Qui emerge la selezione della pelle grezza. Il fiore corretto è ciò che una conceria ricava da una pelle non vendibile come pieno fiore, e la correzione rende presentabile una pelle di terza scelta. La pelle non diventa inferiore perché viene corretta. È stata corretta perché era già inferiore.

Per questo i segni visibili su una superficie pieno fiore testimoniano la qualità anziché costituire un difetto. Dimostrano che non è stato asportato nulla per nascondere altro.

Vera pelle non è propriamente un gradino di questa scala. Dichiara che il materiale è pelle ed è un termine applicato più spesso alla crosta rifinita.

Crosta è tutto ciò che si trova sotto lo strato del fiore. Non ha una superficie naturale, quindi viene smerigliata per ottenere lo scamosciato oppure rivestita e stampata.

Rigenerato è costituito da fibre di pelle macinate, miscelate con un legante e stese su un supporto. Due prodotti con questo nome possono essere materiali quasi completamente diversi, a seconda della quantità effettiva di fibre di pelle. Se il venditore non sa indicare la percentuale, non ti è stato detto cosa stai comprando.


La categoria del fiore è soltanto un quarto della risposta

È qui che la maggior parte delle guide alle categorie si ferma; ed è per questo che due pezzi entrambi correttamente descritti come pieno fiore possono comportarsi in modo del tutto diverso.

La zona dell’animale da cui è ricavata conta quanto la categoria. La pelle non è uniforme su tutta la superficie. La fascia ai due lati della spina dorsale, il groppone, ha la struttura fibrosa più regolare dell’animale; il nucleo del groppone doppio lungo la spina dorsale ne è la parte più uniforme. La pelle ricavata da lì mantiene la forma. Quella ricavata dalla pancia è lassa, aperta ed estensibile e cederà entro un paio d’anni, per quanto bello apparisse il fiore da nuovo.

Una borsa può essere interamente in pieno fiore e cedere comunque, perché i pannelli sono stati tagliati dalla pancia. Quasi nessuno lo dichiara.

La finitura determina poi come la pelle si comporta nell’uso. La pelle all’anilina è tinta in profondità senza strato di pigmento, così il fiore resta esposto e la pelle può reagire. La semi-anilina aggiunge un leggero strato di pigmento. La pigmentata ne aggiunge uno completamente coprente. Il pull-up è pelle all’anilina arricchita di oli e cere, così da schiarirsi dove viene piegata.

E il metodo di concia incide più di tutti gli altri. La concia al vegetale tratta la pelle con tannini vegetali per circa quaranta giorni e produce una pelle soda, dotata di memoria strutturale e capace di sviluppare una patina. La concia al cromo usa sali minerali e richiede circa un giorno, producendo una pelle più morbida e uniforme che non svilupperà mai una patina, perché non contiene tannini vegetali capaci di reagire.

Categoria del fiore, taglio, concia, finitura. Servono tutti e quattro, altrimenti non sai cosa hai tra le mani. E dietro tutti e quattro c’è la selezione della pelle grezza, che li ha resi possibili.


Esiste una categoria superiore a tutte?

Il pieno fiore è convenzionalmente in cima alla scala e merita di esserlo, perché conserva la superficie naturale della pelle ed è l’unica categoria capace di maturare.

Ma «categoria più alta» è un’espressione che chiunque può stampare: ricorda che un taglio di pancia pieno fiore di 1,0 mm è meno resistente di un groppone fiore corretto di 2,0 mm. La categoria, da sola, non decide.


Nappa, anilina e altri nomi che non sono categorie

Nappa descrive una mano morbida e fine ottenuta con la concia. La nappa può essere pieno fiore oppure crosta.

La pelle all’anilina descrive come è stata colorata la pelle, non lo strato da cui proviene.

Martellato e Saffiano sono trame impresse sulla superficie con una piastra riscaldata.

Nessuno di questi termini appartiene alla scala delle categorie. Mescolarli è il motivo per cui gli elenchi dei tipi di pelle non concordano mai sul loro numero.


Come valutare la pelle senza conoscere i termini

Puoi valutare un pezzo in circa un minuto senza conoscere il nome di una sola categoria.

  1. Cerca i segni dell’animale. Qualche cicatrice sottile o ruga su una superficie pieno fiore è un buon segno, non un difetto. Significa che la pelle era abbastanza pulita da essere venduta senza correzione. Una superficie completamente priva di imperfezioni su un grande pannello indica di solito che i segni sono stati levigati via.
  2. Osserva il bordo tagliato, ma soltanto per individuare il rigenerato. Il pieno fiore mostra una parte superiore densa che prosegue in una base più aperta, come un unico materiale continuo; il rigenerato presenta uno strato distinto di fibre su un supporto. Questa prova non distingue la pelle da un sintetico moderno. I sintetici in microfibra hanno supporti di fibre non tessute e anche i loro bordi tagliati appaiono fibrosi.
  3. Osserva la superficie sotto una luce radente. Il fiore naturale è irregolare e non si ripete mai. Un disegno stampato si ripete esattamente.
  4. Premi la superficie con un polpastrello. Una buona pelle forma piccole pieghe intorno alla pressione e poi torna in posizione. Una superficie rivestita si muove come un foglio.
  5. Metti una goccia d’acqua in un punto poco visibile. Su una superficie all’anilina scurisce la pelle e penetra. Su una pigmentata resta in superficie.
  6. Valuta il peso e lo spessore. Un pannello strutturale richiede consistenza. Una pelle sottile e floscia in un oggetto destinato a mantenere la forma è il segnale d’allarme più evidente.
  7. Annusala. La pelle conciata al vegetale profuma di corteccia e terra. Una nota chimica intensa indica che la superficie che stai annusando è un rivestimento.

Tipi di pelle · Pelle fiore corretto · Vera pelle · Pelle all’anilina · Nappa · Come si produce la pelle · Patina della pelle

Leggi di più

Un artigiano raccoglie delicatamente una pelle blu navy in morbide pieghe su un banco in rovere dell’atelier per valutarne la flessibilità.

Pelle morbida: che cosa la rende tale

La morbidezza dipende dalla libertà con cui i fasci di fibre all’interno della pelle scorrono gli uni sugli altri.

Per saperne di più