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Articolo: Pelle di bufalo: origine e confronto con la pelle bovina

Pelle di bufalo color cammello, pelle di bisonte marrone e pelle bovina a grana fine, ripiegate una accanto all’altra su un banco in rovere dell’atelier.

Pelle di bufalo: origine e confronto con la pelle bovina

In inglese buffalo leather indica due animali diversi secondo chi parla: la confusione è insita nella parola.

Nella maggior parte del mondo indica il bufalo d’acqua, un animale domestico allevato in tutta l’Asia, da cui proviene quasi tutta la pelle di bufalo commercializzata. In Nord America indica spesso il bisonte americano, chiamato colloquialmente buffalo da due secoli, pur non essendo un bufalo.

Se un’etichetta riporta buffalo senza altri dettagli, il bufalo d’acqua è la risposta più probabile.


Cos’è la pelle di bufalo?

La pelle di bufalo è più spessa e ha una grana più marcata di quella bovina, con rilievi pronunciati e irregolari che appartengono naturalmente all’animale, anziché essere impressi. La struttura fibrosa è più densa e grossolana.

Ne deriva un carattere distintivo: consistente al tatto, visivamente rustico e difficile da confondere con un vitello liscio.


Pelle di bufalo e pelle bovina a confronto

Bufalo d’acqua bisonte americano Bovino
Grana Pronunciata, irregolare, naturale Profonda, materica Più fine, più uniforme
Spessore Maggiore Spessa Ampia scelta disponibile
Densità delle fibre Dense, grossolane Dense Regolari, più fini
Carattere Rustico Rustico, morbido al tatto Raffinato, versatile
Disponibilità Ampia Limitata, soprattutto in Nord America Lo standard del settore
Più adatta a Articoli robusti, borse da lavoro, cinture Articoli tradizionali, borse più morbide Quasi ogni impiego

Le differenze pratiche si riducono a due aspetti.

La pelle di bufalo è più spessa e grossolana, adatta quindi ad articoli in cui peso e robustezza sono voluti, meno alle lavorazioni fini che richiedono grana compatta e bordi ripiegati puliti.

La pelle bovina è più regolare e disponibile, in una gamma molto più ampia di spessori e finiture: per questo resta la scelta abituale per la pelletteria strutturata.

Nessuna è migliore. Sono materiali diversi per intenzioni diverse.


Pelle di bisonte e pelle bovina a confronto

La pelle di bisonte è apprezzata per una trama naturale profonda e una mano più morbida di quanto suggerisca l’aspetto. È poco comune, prodotta su scala limitata e il prezzo lo riflette.

Rispetto alla pelle bovina, il compromesso è tra carattere e regolarità. Il bisonte offre una grana distintiva e rarità. La pelle bovina offre uniformità, disponibilità e una scelta molto più ampia di spessori e finiture.


Toro, bovino e il resto del lessico

Bovino è il termine generale e comprende vacca, toro, vitello e bufalo. Quando l’etichetta indica pelle bovina, comunica la famiglia e nient’altro.

Toro distingue il sesso, non la specie, ed è una distinzione importante: le pelli di toro sono più spesse e grossolane di quelle di vacca, con una grana più marcata intorno a collo e spalla.

Cowhide indica propriamente la pelle di una femmina adulta. Nell’uso comune è diventato un termine generale per la pelle bovina.


Come si usura la pelle di bufalo

La grana naturale marcata maschera i segni esattamente come sono concepite per fare le finiture martellate: i rilievi ricevono l’abrasione, così graffi e segni si perdono nella trama.

Lo spessore la rende durevole, ma limita anche le lavorazioni possibili. Bordi ripiegati fini e cuciture ravvicinate sono più difficili da ottenere su una pelle pesante: anche per questo il bufalo si trova più spesso negli articoli robusti che nelle cartelle strutturate.

Se conciata al vegetale e lasciata all’anilina, la pelle di bufalo sviluppa una patina come ogni altra pelle che soddisfi queste condizioni; la grana profonda rende l’intensificarsi del colore particolarmente visibile.


Tipi di pelle · Vacchetta · Patina della pelle · Pelle martellata · Pelle da micelio

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